lunedì 20 giugno 2016

LA RIVOLUZIONE “ACQUA E SAPONE” 

 e ( quella prossima) “SANGUE & BASTONE”.



L’esito di queste elezioni amministrative 2016 segna l’inizio della rivoluzione “Acqua e Sapone” del Movimento 5 Stelle con la conquista dei comuni di  Roma e Torino.  

Napoli a De Magistris, Bologna e Milano al PD, i partiti-stampella ( Lega, Fratelli d’Italia & rottami destrorsi clerico-affaristi) del Berlusca e del suo partito-azienda Forza Italia si devono accontentare di Comuni-briciola e "mezza pagnotta" sparsi per la penisola. 

Il partito dinosauro PD perde l’elettorato di “sinistra”,   sopravvive con i voti del ceto burocratico parassitario ( a Roma il PD prende voti nei quartieri del Centro e dei Parioli, dove abitano i ricchi, i benestanti, quelli che si trovano nel ventre della vacca). 

E’ una rivoluzione “partecipata a metà”  quella avviata dai 5 Stelle una decina d’anni fa. Infatti metà dell’elettorato non va a votare. E’ il sintomo di una sfiducia di poter cambiare la situazione politica ed economica col metodo democratico. Chi non vota comunica di sentirsi  fuori dal Paese, a cui non sente  di appartenere, non si riconosce più in questo sistema. L’Italia vive una democrazia svuotata di senso e di significato. La cittadinanza e chi li governa ( burocrazia e classe politica) sono ormai corpi separati. Questo significa che gli italiani si sentono dominati e non governati. Lo Stato è vissuto come un problema e non ti risolve alcun problema a meno che non fai parte del sistema. Quelli che non vanno a votare con questo comportamento comunicano la loro estraneità o estromissione al “sistema pubblico” che in tutti questi anni non è riuscito a farsi società civile e si è trasformato in sovrastruttura opprimente, oppressiva e parassitaria. Gli astenuti dal voto sono quelli che non avvertono alcuna ricaduta positiva dall'azione
 politica, sono migranti in patria, fuggiti che restano dove sono, come i criceti che girano nella ruota. Questi “criceti” e i “criceti che vengono dal mare” che, se si uniranno o si scontreranno, faranno la prossima rivoluzione, quella “Sangue e Bastone”.  Le amministrazioni precedenti hanno lasciato 13 miliardi e mezzo di euro di debito al comune di Roma. Non sarà possibile cancellarli con l’ << l’acqua e il sapone>>.  

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