VACCINAZIONI OBBLIGATORIE
Il Presidente della Repubblica, di recente, è
sceso a fianco del Ministro della Sanità per imporre la vaccinazione obbligatoria e si è spinto ad auspicare finanche l’obbligatorietà di cure
di Stato ai malati terminali, esternando una cieca fiducia nella cosiddetta
scienza medica e nel Servizio sanitario di Stato che di essa farebbe
infallibile applicazione nei vari nosocomi.
La lobby delle industrie farmaceutiche e
quella medica e sanitaria in genere non può che gongolare di un riconoscimento
calato dall’alto di un si alto consesso istituzionale. I cittadini hanno ben
poco da rallegrarsi di questo attacco istituzionale ad un cardine della libertà
quello di poter disporre del proprio corpo, recepito, in maniera generica, dall’art.13
nella nostra Costituzione, per cui “La libertà personale è inviolabile”.
A tale
libertà viene ricondotto il diritto naturale di disporre del proprio
corpo anche con la libertà di cura. Ognuno è libero di curarsi come meglio
ritiene. Questa libertà, soprattutto dal dopoguerra ad oggi, ha subito
progressivi condizionamenti, espliciti o indotti, e, limitazioni arbitrarie. Si
è concesso in nome di un ingiustificato monopolio del sapere scientifico
da riservare alla classe medica di estrazione universitaria ed
istituzionalizzata nelle strutture sanitarie dello Stato. Questa situazione
politico-sociale è stata illustrata, in maniera documentata, dal
compianto sociologo Ivan Illich nel suo saggio “Nemesi medica. L’espropriazione
della salute” (1976) da cui ci sia consentito citare quanto segue : ”
…L’efficacia dei medici: un’illusione. Studiando l’evoluzione della struttura
della morbosità si ha la prova che durante l’ultimo secolo i medici hanno
influito sulle epidemie in misura non maggiore di quanto influivano i preti in
epoche precedenti. Le epidemie venivano e se ne andavano, esorcizzate da
entrambi ma non impressionate né dagli uni né dagli altri. Esse non vengono
modificate dai riti celebrati nelle cliniche mediche più di quanto lo fossero
dai tradizionali scongiuri ai piedi degli altari. Una discussione sul futuro
dell’istituzione sanitaria potrebbe utilmente partire dal riconoscimento di
questo fatto”. Nello specifico Illich riconosce che:”.. l’immunizzazione ha
praticamente sgominato la poliomielite paralitica, malattia dei Paesi ricchi, e
i vaccini hanno certamente contribuito al regresso della pertosse e del morbillo,
sembrando così confermare la credenza popolare nel <<progresso
medico>>. Ma, per la maggioranza delle altre malattie infettive, la
medicina non può esibire risultati paragonabili.” Orbene la conclusione è che,
anche riguardo alla “vaccinazione”, non ci sono prove scientifiche che possano
assicurare una reale ed effettiva immunizzazione, e, soprattutto, non ci sono
rassicurazioni che la “vaccinazione”, anche a distanza di anni, non produca
effetti collaterali nell’organismo tali da provocare l’insorgenza di malattie
autoimmuni la cui origine alcuni scienziati fanno risalire a cause iatrogene
cioè riconducibili anche alle moderne terapie mediche. A fronte di questo, lo
Stato disapplicherebbe arbitrariamente l’art.13 della Costituzione, nella
forma più grave che si possa concepire, se obbligasse il cittadino ad un
trattamento di vaccinazione obbligatoria privandolo così della inviolabilità
del proprio corpo.
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