zamlapeopleMIP:
Riceviamo dal Centro Studi Federici
Esproprio mo...: Riceviamo dal Centro Studi Federici Esproprio mondialista I nostri immobili ai profughi: ecco il piano segreto di Alfano Il varo dopo ...
mercoledì 23 novembre 2016
Riceviamo dal Centro Studi Federici
Esproprio mondialista I nostri immobili ai profughi: ecco
il piano segreto di AlfanoIl varo dopo il 4 dicembre, per non
influire sull'esito del voto. Gasparri: "Difendiamo la proprietà
privata"
La scadenza è quella fatidica del 4
dicembre. Fino al referendum - manco a dirlo - non si muoverà foglia.
Poi dal Viminale arriverà il via
libera alle requisizioni, finora più uno spauracchio per i comuni poco
«accoglienti» con i migranti che una misura realmente applicata. Solo due
strutture ricettive - una a Goro e una in provincia di Verona - sono state
requisite finora per far fronte all'emergenza immigrazione, anche se la legge
che le autorizza risale addirittura all'Ottocento. E le due sole strutture, tra
proteste e trattative tra Viminale e sindaci, sono al momento ancora in attesa
di accogliere materialmente gli ospiti stranieri per i quali erano state
requisite.
Di fatto, però, le cose cambieranno
all'indomani del Referendum costituzionale, quale che ne sia l'esito. Troppo
scarsa l'adesione alle procedure Sprar (la rete dei servizi di protezione per i
richiedenti asilo e i rifugiati) da parte degli enti locali, troppi i comuni
che si sono rifiutati di accogliere migranti (hanno detto no circa 5.500
amministrazioni municipali su un totale di ottomila). Esemplare, secondo i
responsabili del sistema accoglienza, proprio il caso della provincia di
Verona. Con il capoluogo che ha scelto di accogliere, aderendo allo Sprar, caso
unico rispetto a tutti i comuni della provincia che hanno invece opposto un
totale diniego. E infatti uno dei due casi di requisizione già effettuati,
quello di tre mesi a carico dell'hotel Cristallo di Castel d'Azzano, nel
Veronese, ha visto come motivazione dell'ordinanza del prefetto proprio la
mancata attivazione della procedura Sprar da parte degli enti locali sul
territorio. La questione, lungi dall'essere solo veneta, si ripete dal Nord al
Sud, con i «no» all'accoglienza che arrivano tanto dalle amministrazioni di
centrodestra che da molte targate Partito democratico.
E di fronte a una chiusura troppo
estesa territorialmente, mentre gli sbarchi continuano a portare altri migranti
nei nostri confini, per il capo dipartimento immigrazione Mario Morcone e per
il ministero dell'Interno la strada da battere sarebbe dunque proprio quella
che sembrava servire da mera minaccia, ossia l'arma delle requisizioni. Evocata
più volte da Morcone e dallo stesso ministro dell'Interno Angelino Alfano,
potrebbe ora essere rispolverata e messa effettivamente in atto.
Sul punto ha chiesto lumi, ieri,
anche il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, di Forza Italia. «Ho
presentato un'interrogazione urgente al presidente del Consiglio e ai ministri
competenti per sapere a che ora e quando scatterebbe il piano straordinario di
requisizioni, a danno degli italiani e a favore degli immigrati, previsto per
il dopo 4 dicembre». Per Gasparri, sarebbe proprio un «annuncio» di Morcone a
confermare il varo, rigorosamente post-referendum, di «un piano gigantesco di
requisizione di immobili e alloggi per destinarli ai clandestini».
Ed è sempre Gasparri a mettere in
relazione la dilazione temporale delle requisizioni con l'agguerrita campagna
referendaria per il Sì dell'esecutivo. «Il rinvio a dopo la consultazione -
prosegue infatti il senatore azzurro - è dovuto ovviamente al tentativo di non
suscitare reazioni: chiediamo di far luce su questa intenzione abietta del
governo».
Ora il piano, che il Viminale
difficilmente confermerà prima del 4 dicembre, può entrare nella contesa
referendaria, almeno per i comitati del «no». «Questo maxi piano - conclude
Gasparri - va sventato trasformando il referendum in un'occasione per difendere
la proprietà privata».
Migranti, il ricatto di Alfano: carcere per chi si oppone alle
requisizioni
Iscriviti a:
Commenti (Atom)