Scrivevamo nel 2008: IL RIMEDIO A GOMORRA, AI GOMORRISTI E AL GOMORRISMO
CHE APPESTA L’ITALIA (al 41° posto nella graduatoria mondiale della corruzione vicino alla Malesia ) Il fortunato libro “Gomorra” di Roberto Saviano e l’omonimo film descrivono gli effetti ma non spiegano le cause della società “gomorristica” sostituitasi alla cosiddetta società civile sul territorio campano in maniera più o meno totale. La società civile è stata soppiantata quasi totalmente da quella “gomorristica” nelle contigue province di Napoli e Caserta. Le attività commerciali ed imprenditoriali si fanno con la pistola nella cintola. L’imprenditore che non è disposto o non è in grado di usare le armi è destinato prima o poi soccombere. L’ordinamento “gomorristico” coesiste parassitariamente con l’ordinamento statale, uno è Gomorra l’altro, quindi, è Sodoma, l’organismo ospite del parassita gomorrista. Le regole di quest’ultimo sono riservate alla popolazione “disarmata” , quella che è fuori dal “business”, ai “fessi”. La furberia al posto di ogni altra qualità umana. Chi non vi riesce è un imbecille, e chi non vi si adatta, un pazzo. Queste parole sono tratte da “Quasi una vita “ ( Bompiani, Milano) che Corrado Alvaro scrisse nel 1950. A distanza di oltre mezzo secolo la situazione è degenerata. La furberia è diventa ferocia. La furberia si è armata. Il gomorrista non si contenta di essere “furbo” ma ammazza. E’ una belva che ha una sola legge, la propria, un solo scopo, il successo del proprio business anche a prezzo della vita umana, di vite umane,quante esse siano non ha importanza. Il denaro giustifica tutto anche il disastro ambientale dello smaltimento selvaggio di rifiuti. tossico-nocivi su un territorio sovrappopolato L’ordinamento statale viene utilizzato dal gomorrista come il parassita sfrutta l’organismo ospitante. Il gomorrista si serve delle regole ma non le rispetta. Evita il prezzo della solidarietà civica. Semplicemente ignora le regole che non gli consentirebbero di affermare il proprio business. Le regole dello Stato sono per gli imbecilli, i pazzi o i gomorristi arrivati nella stanza dei bottoni istituzionale. Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. La creazione di Gomorra è la rivoluzione ad un ordine costituito incapace di rendere conveniente la legalità, la civiltà.. L’ordinamento statale tutela e perpetua se stesso estraniato ad una larga fetta di popolazione avida di partecipare all’anarchia consumistica con l’impazienza di chi ha paura di arrivare a festa finita. Neppure lo Stato riesce più a rispettare le proprie regole, con queste non si “vive”, si resta al palo. Gomorra è l’alternativa mancandone una politica, è la scorciatoia ad una rivoluzione civile, è il surrogato delinquenziale alla lotta di classe, è la risposta esiziale al bisogno reale di partecipare “alla festa” immaginata o effettiva che sia. Questo è quanto si ricava dalla lettura del libro di Saviano. Quale è la causa di questa situazione, di questo arretramento della civiltà.? E’ bene ricordare cosa si intende per civiltà nel nostro caso. La radice della parola è cives, cittadino, città. La civiltà è nata con la fondazione della città e l’organizzazione della vita dei “cittadini” cioè di quelli che abitavano all’interno delle mura cittadine secondo regole autonome cioè date a sé stessi da sé stessi. La prima manifestazione della civiltà così concepita si ebbe nell’antica Grecia con la fondazione delle cosiddette città-stato. Il presupposto della civiltà è l’esistenza della “città” cioè di una comunità che si organizza in base a norme proprie. Non basta. Se ci fermassimo a
questo anche Gomorra che pur è città in quanto organizzata in base a regole, anche se gomorristiche, sarebbe espressione di civiltà. Non lo è perché la civiltà si è evoluta fino a noi con gli apporti della romanità e del cristianesimo. La prima ha provveduto ad organizzare la società secondo regole giuridiche, il secondo ha dato uno scopo trascendente,la salvezza eterna, non solo all’individuo ma all’intera società. L’apostolo Pietro stabilì la sede della Chiesa a Roma nel cuore dell’Impero romano perché l’organizzazione romana avrebbe consentito al Cristianesimo di diffondersi in tutto il mondo. A sua volta l’Impero romano ricevette uno scopo trascendente, spirituale che lo rese perfetto allorché divenne cristiano. Dall’unione della romanità e del cristianesimo è nata la civiltà cristiana. Da questo si ricava la risposta alla domanda di cui innanzi. Gomorra è il prodotto della scomparsa della civiltà cristiana. Solo conoscendo esattamente la causa può trovarsi ed applicarsi il rimedio. Pertanto solo riorganizzando la società secondo regole giuridiche e ricristianizzando il popolo si potrà ripristinare la civiltà nei territori campani, in particolare ed in generale in tutta l’Italia. Quello che risulta ulteriormente evidente è l’inadeguatezza della attuale classe politica ad applicare non solo il rimedio anzidetto ma qualsiasi soluzione civile. Già i tratti somatici dei protagonisti della scena politica che quotidianamente si affacciano dal teleschermo ci palesano personaggi di solo interesse lombrosiano. Facce stravolte da metropolitana di notte, maschere per niente rassicuranti da suburra, da maleodorante vagone letto, da autogrill di notte, alternate a volti caricaturali
da guitto di avanspettacolo, commerciante di gatti persiani, prezzolato prosseneta, calcolato ruffiano, imboscato di fureria, nipote di zia monaca, sagrestano cleptomane. Moneta falsa, altro che casta!
Nessun commento:
Posta un commento